Perché il PUN medio del mese non è il tuo prezzo

Il prezzo che conta è quello delle ore in cui consumi. La differenza può valere più dello spread del fornitore.

9 ottobre 2026 3 min di lettura

Se hai un contratto indicizzato, la tua bolletta dipende dal prezzo dell’energia sul mercato all’ingrosso, più uno spread concordato con il fornitore. Per controllare la bolletta viene spontaneo prendere il prezzo medio del mese, aggiungere lo spread e moltiplicare per i kWh. È un conto che sembra giusto e quasi sempre non lo è.

Il prezzo cambia ogni ora

Il prezzo all’ingrosso si forma ora per ora. Dal 2025 il riferimento nazionale è il PUN Index pubblicato dal GME, e anche lui ha un valore per ogni ora. Da quando il fotovoltaico è diffuso, nelle giornate di sole il prezzo scende a metà giornata e risale la sera, quando il sole cala e la domanda resta alta. In primavera e in estate non è raro che un’ora serale costi quasi il doppio di un’ora di mezzogiorno.

La media del mese tratta tutte le ore allo stesso modo. Ma tu non consumi allo stesso modo in tutte le ore. Uno stabilimento che lavora di giorno pesa le ore centrali, uno che lavora su tre turni pesa anche la sera e la notte.

Traliccio dell'alta tensione al tramonto
Quando il sole cala il fotovoltaico smette di produrre, e nelle ore serali il prezzo dell'energia di solito risale.

La media giusta è pesata sui tuoi consumi

Il prezzo che paghi davvero è la media dei prezzi orari pesata sui kWh che hai consumato in ciascuna ora. Per calcolarlo servono due serie, i prezzi orari e i tuoi consumi ora per ora, che il distributore misura e rende disponibili.

Prendi per esempio un sito tipo che lavora su due turni, con un contratto indicizzato. Se controlli la bolletta con la media semplice, la materia energia ti sembra più alta del dovuto di un 1,5% circa, e lo spread del fornitore sembra cambiare da una fascia oraria all’altra. Rifai il conto con la media pesata e la bolletta torna al centesimo, con lo stesso spread su tutte e tre le fasce. Il fornitore applicava esattamente il contratto. Era il controllo a essere sbagliato.

Perché conta

Un errore dell’1 o 2% sulla materia energia può valere quanto lo spread che hai negoziato con fatica. Se controlli la bolletta con la media semplice, rischi di contestare voci giuste o di non vedere quelle sbagliate.

Vale anche quando confronti le offerte. Un prezzo fisso per fascia e un indicizzato si confrontano solo sul tuo profilo di consumo reale, ora per ora. Su un profilo medio vince l’offerta pensata per un’azienda che non sei tu.

Come lo fa Ensei

Ensei ricalcola ogni bolletta con i prezzi orari ufficiali e i consumi del tuo sito ora per ora, letti dai contatori attraverso l’edge gateway, il piccolo computer installato nel sito che continua a funzionare anche se internet cade. Così vedi se il fornitore ha applicato il contratto, voce per voce. Con gli stessi dati confronta le offerte sul tuo profilo reale, non su quello di un’azienda media.

Parliamo del tuo sito.

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