Come si legge una bolletta in media tensione, voce per voce

Materia, trasporto, oneri, dispacciamento e accise. Cosa paga ciascuna voce e chi ne decide il prezzo.

9 ottobre 2026 7 min di lettura

Una bolletta elettrica in media tensione può superare le dieci pagine e le venti righe di importi. Sembra un elenco disordinato, ma ogni riga appartiene a uno di pochi blocchi, e ogni blocco ha un responsabile preciso. Capire chi decide cosa è il primo passo per sapere dove si può risparmiare e dove no.

Il blocco che decide il fornitore

La materia energia è il prezzo dell’energia che consumi. È l’unica parte della bolletta che si negozia davvero. Il contratto può prevedere un prezzo fisso per fascia oraria, oppure un prezzo indicizzato al prezzo orario del mercato all’ingrosso più uno spread, cioè il margine del fornitore.

Alla quantità consumata si aggiungono le perdite di rete, l’energia che si disperde lungo i cavi prima di arrivare al tuo contatore. Non le misura nessuno. Si applica un fattore convenzionale fissato da ARERA, che per i prelievi in media tensione vale il 3,8%. In pratica paghi la materia energia su un 3,8% di kWh in più di quelli che leggi sul contatore.

Nella stessa spesa per la materia energia rientrano anche il dispacciamento e lo sbilanciamento, cioè i costi che Terna sostiene per tenere la rete in equilibrio. Alcuni fornitori li mettono in righe separate e li ribaltano al costo, altri li inglobano nel prezzo dell’energia. Due offerte con lo stesso prezzo per kWh possono quindi costare in modo diverso.

Cabina elettrica di trasformazione in muratura
Una cabina di trasformazione da media a bassa tensione. Le reti che portano l'energia fino al contatore si pagano con tariffe fissate da ARERA.

Il blocco che decide l’autorità

Trasporto e gestione del contatore pagano le reti di trasmissione e distribuzione e il servizio di misura. Le tariffe le fissa ARERA ogni anno e sono uguali per tutti, a parità di livello di tensione. Sono composte da tre quote.

  • Una quota fissa, in euro al mese, indipendente da quanto consumi.
  • Una quota potenza, in euro per kW al mese, legata alla potenza che prelevi.
  • Una quota energia, in euro per kWh.

Gli oneri generali di sistema finanziano obiettivi di interesse generale, come il sostegno alle rinnovabili. Anche qui le tariffe sono di ARERA, che di norma le aggiorna ogni trimestre, e si applicano con quote simili a quelle del trasporto. Per le imprese a forte consumo di energia, i cosiddetti energivori, esistono regimi ridotti a cui si accede con requisiti precisi e un’iscrizione annuale.

Su queste voci il fornitore non ha margine. Si possono solo verificare, cioè controllare che la tariffa applicata sia quella in vigore nel periodo, che la classe di utenza sia giusta e che i kWh e i kW siano quelli misurati.

Due voci che dipendono da come usi l’energia

La potenza. In media tensione la quota potenza non si calcola sulla potenza scritta nel contratto, ma sulla potenza massima che hai prelevato nel mese, misurata come media di un quarto d’ora. Basta un solo picco, per esempio l’avviamento contemporaneo di più macchine, per fissare la cifra di tutto il mese. Se poi superi la potenza disponibile, cioè il limite della tua connessione, il distributore può chiederti di adeguarla, con un costo a parte.

L’energia reattiva. Alcune macchine, come motori e compressori, assorbono dalla rete anche energia reattiva, che non produce lavoro ma carica la rete. Nelle fasce F1 e F2, quando la reattiva prelevata supera il 33% dell’energia attiva, cioè un fattore di potenza sotto 0,95, la parte in eccesso si paga a parte, con un prezzo più alto oltre il 75%. È una voce che si può azzerare con un impianto di rifasamento ben dimensionato.

Imposte

Le accise si pagano per ogni kWh consumato. Per gli usi non domestici l’aliquota si riduce oltre certe soglie mensili di consumo. Dal 2026 la riforma delle accise ha cambiato le denominazioni degli usi ma non la misura delle aliquote sull’energia elettrica. Si calcolano sull’energia misurata, senza le perdite di rete.

L’IVA si applica su tutto, accise comprese. L’aliquota ordinaria è il 22%. Per le imprese manifatturiere, estrattive e agricole è ridotta al 10%.

Da dove partire

Le voci in cui una bolletta sbaglia più spesso non sono quelle più grandi. Sono quelle che dipendono da un dato che il fornitore può avere sbagliato, come la classe di utenza, la potenza, il periodo della tariffa. Rifare il calcolo da capo, partendo dalle tariffe ufficiali e dai consumi misurati, è l’unico modo per trovarle. Ensei fa proprio questo, ricalcola ogni bolletta con le tariffe ARERA del periodo e i dati del tuo contatore e mette in evidenza le righe che non tornano.

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